il Bergamotto di Reggio Calabria elisir di lunga vita...

il Bergamotto di Reggio Calabria

Il Bergamotto di Reggio Calabria è conosciuto per essere un olio essenziale ottenuto dal bergamotto a Denominazione di origine protetta (DOP).

Il Bergamotto è un particolare agrume classificato come Citrus Bergamia Risso, appartenente alla famiglia delle Rutacee. Dalla sua buccia si ricava un’essenza impiegata per la produzione di profumi, dolci e liquori. L’olio essenziale di Bergamotto è prodotto lungo la striscia costiera che va da Villa S. Giovanni a Gioiosa Jonica, tra il mar Jonio e il Tirreno.

Reggio Calabria è il maggior produttore mondiale di bergamotto, con il 90% della produzione totale.

La popolazione locale usa il succo di Bergamotto come potente digestivo ed è incredibile per combattere il colesterolo.

Il Bergamotto di Reggio Calabria è impiegato nell’industria cosmetica dove viene utilizzato non solo per fissare il bouquet aromatico dei profumi, ma anche per armonizzare le altre essenze contenute.

Nell’industria farmaceutica invece viene principalmente usato per il suo potere antisettico e antibatterico, soprattutto in odontoiatria e in ginecologia.

Numerosi sono gli impieghi dell’essenza anche in altri settori come ad esempio quello dei tabacchi da pipa, canditi e tè. Negli ultimi anni, il prodotto è stato è stato utilizzato con grande successo negli abbronzanti con aggiunta di filtro solare.

10 cose da vedere e da gustare a Reggio Calabria da non perdere

Benvenuti a Reggio Calabria,

prima di scrivere questa pagina, che vuole essere una sorta di aiuto per i visitatori della nostra città, ho immaginato di dovere partire urgentemente verso un pianeta alieno per un incarico lavorativo che potrebbe non farmi tornare più a casa… cosa vorrei vedere e cosa vorrei gustare per l’ultima volta avendo solo poche ore a disposizione?

Eccovi il meglio della città di Reggio e dintorni, o almeno ciò che secondo me rende ineguagliabile questa terra.

Cominciamo con il pranzo, ma quale pranzo? Qui non si va al ristorante a pranzo! Qui c’è il mitico “aperitivo”: una bevanda, pasta, pizzette, panini, caponata, parmigiana, olive, capperi, e ancora sandwitches di tutti i tipi… occhio però al piccante se non siete abituati, qui, ovunque si va, il peperoncino è d’obbligo, quindi ditelo sempre se non lo volete perché per noi il peperoncino è un ingrediente di base della nostra cucina. Un aperitivo della mia città costa come un drink ma fornisce una scorta calorica buona per affrontare un intero inverno. Sulla Via Marina c’è l’aperitivo di Sottozero e del Caffé Matteotti.

Adesso digeriamo camminando, passeggiando sul meraviglioso Corso Garibaldi, sempre colmo di persone fino a oltre mezzanotte; come potrei andare via da questa città senza avere assaggiato le famose “crispelline” del Cordon Bleu? Un sacchetto di pochi euro colmo di quelle palline fatte di pastella e acciughe basta per due persone e fa sentire il sale del nostro mare, il profumo delle nostre tradizioni… assicuratevi che siano state appena fatte però, devono essere calde, caldissime!!!

Continuiamo la passeggiata per i bellissimi negozi della città dove le commesse sono tutte carine e gentili, dove entrare nei negozi è piacevole anche se non compri, perchè l’ospitalità di questa città è unica ed indimenticabile.

Arriviamo al Museo della Magna Grecia, qui mi aspettano due ore di immersioni nella storia di un popolo che è frutto delle fusioni dei più grandi popoli e che ospita due grandi guerrieri, ormai disarmati dal tempo, che mi ricordano che prima che Italiani siamo stati Greci, e poi continuo a camminare nei corridoi per scoprire che siamo stati anche Romani e tanto, moltissimo altro.

Esco dal museo ed è impensabile allontanarsi senza avere beato le mie labbra con la mitica brioche con gelato della Gelateria Cesare, il migliore gelato d’Italia; si narra che i Bronzi di Riace abbiano abbandonato le spade ma tengano ancora la mano alzata in attesa che qualcuno gli porti un cono di Cesare.

Continuiamo a passeggiare sulla Via Marina, il più bel kilometro d’Italia, dove alberi secolari, statue enormi e una vista mozzafiato sull’intera Sicilia orientale e sul vulcano Etna incantano come la Fata Morgana incantò gli invasori centinaia di anni fa.

Fra mura greche, terme romane, lo splendido anfiteatro sul mare della Via Marina, mi fermo, faccio fotografie e poi continuo la passeggiata.

Arriviamo al Duomo, una chiesa che è un misto di architetture e che nel periodo di settembre diventa il centro della vita cittadina e di tutti quei cittadini che tornano appositamente da ogni parte del mondo.

Rientriamo verso il centro e passiamo dalla Chiesa degli Ottimati per entrare al Castello Aragonese e gustarci un tramonto mozzafiato dal torrione esposto più a Sud.

E’ ora di cena e la solita domanda si ripete: stasera pesce, carne o pizza?

Nell’attesa delle decisione ci fermiamo al Café Noir, poco sotto al Castello, dove l’aperitivo della cena è unico, inimitabile, elegante, attraente, a volte a tal punto che si finisce per trascorrere lì l’intera serata assieme a tante belle persone e tanta buona musica dal vivo.

Ma mancano poche ore alla mia partenza e devo riuscire a fare tutto, quindi questa sera ho l’alternativa fra il pesce di “Barca e Rizza” o della “Taverna Marinara”, oppure la carne squisita della “Cantina del Macellaio” o alla “Hamburgeria”? E se volessi ricordarmi a lungo del sapore della mia Italia con una pizza 4 stagioni in “Via Veneto” o la mitica 7 formaggi bianca con salame piccante della pizzeria “Spaccanapoli”!!!

Una giornata non mi basterebbe per provare tutto, per vedere bene tutto, mi sa che la partenza dovrò rimandarla, ancora non sono riuscito a rivedere la vista dello Stretto dal Castello di Scilla e la sua zona di Chianalea, la famosa Venezia del Sud ricca di locali tipici che preparano il panino con il pescespada ed anche ristoranti lussuosi con i tavoli sul mare.

Forse due giorni non riuscirebbero a farmi vedere e gustare tutto perché Reggio è anche Gambarie di Aspromonte, uno dei pochi posti al mondo dove si può sciare guardando il mare, Pentidattilo, il paese fantasma oggi ricco di negozi artigianali, Bagnara, la città del pescespada, insomma, sapete che vi dico? Io non parto più, rimango qui perchè in fondo qui si sta troppo bene 😉 😛

L’Anona il frutto magico di Reggio Calabria antitumorale in esclusiva sul pianeta Terra

le anone viste da Guest House Via Marina Reggio Calabria

L’Anona o cherimola, è un frutto tipico di Reggio Calabria dove le condizioni ambientali sono particolarmente favorevoli per la sua crescita. Dalla caratteristica forma tondeggiante, ha la grandezza di una mela e simile ad una pigna, con una buccia verde vellutata. L’anona possiede una polpa aromatica e particolarmente zuccherina, dalla consistenza cremosa e dal delicato colore avorio. il suo sapore è caratterizzato da un mix di frutti che si avvicinano a quello della fragola, ma ricorda anche quello dell’ananas con una punta di vaniglia.

L’anona è un frutto delicatissimo, contiene al suo interno dei semi neri duri di grosse dimensioni, simili a quelli dell’anguria. il tempo di maturazione coincide con l’autunno ma purtroppo la disponibilità di questo frutto non è elevata.

E’ un frutto molto nutriente, vista l’elevata quantità di zucchero, mentre la quota proteica risulta nella media. Il frutto ha un rapporto sodio-potassio equilibrato: un buon livello di potassio nell’organismo aiuta a controllare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. E’ ricca di calcio, fosforo, ferro e vitamina C, che è un potente antiossidante naturale, il frutto contiene circa 80 Kcal/100 g.

Oltre alle proprietà nutrizionali, l’anona si distingue per una importante caratteristica fitoterapica, ovvero la presenza di annonacina, un polifenolo che ha capacità antiossidanti e antitumorali.

Tuttavia, però il suo effetto potenzialmente neurotossico, ad alte concentrazioni, è sospettato di essere responsabile di forme parkinsoniane atipiche osservate in Guadalupa, l’unico altro posto dove nasce questo frutto (probabilmente, in seguito ad esposizione cronica e significativa).

A cura di Roberta Cuzzucoli

Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2017/11/anona/1002620/#blrzGop04KcRR8GO.99

E’ tempo di “Frittole” tradizione culinaria Calabrese

Le frittole di maiale: cosa sono e come si preparano (articolo di CityNow )

di Gianluca Putortì – Periodo di Festa della Madonna della Consolazione, periodo di frittole! Ma che cosa sono le tanto amate frittole?

Le frittole di maiale sono un piatto tipico della città di Reggio Calabria e delle zone limitrofe. Le frittole si ottengono riscaldando la cotenna del maiale in un pentolone di rame stagnato, detto caddara. Il pentolone viene foderato al suo interno dalla cotenna del maiale, facendo attenzione a che il grasso sia rivolto verso l’interno. In tal modo esso si scioglie senza aggiunta di acqua.

Quando il grasso è parzialmente sciolto si dispongono, con particolari accorgimenti in relazione alle dimensioni ed al tipo di carne, le costine e le parti meno nobili del maiale (collo, guancia, lingua, muso, orecchie, gamboni, pancia, rognoni e tutte quelle parti che non possono essere consumate in altro modo) e si lasciano bollire a fuoco lentissimo nel grasso per almeno sei ore, aggiungendo solo sale e rimescolando frequentemente. Con questo procedimento la carne si impregna del sapore del grasso e diventa molto tenera, rendendo edibili anche le parti cartilaginee.

Secondo tradizione la caddara viene posta  fuori dalle abitazioni contadinedurante la macellazione ed anche davanti alle varie macellerie della città, che il sabato preparano la cottura per servire già a metà mattinata le frittole, accompagnate a pane e cosparse di pepe nero. Le frittole sono da consumarsi preferibilmente calde.

Le frittole a Reggio Calabria vengono consumate tradizionalmente in occasione della Festa della Madonna della Consolazione, patrona della città e più in generale durante alcuni periodi di festività (Natale, e soprattutto nel periodo di Carnevale, particolarmente nel giorno di Giovedì Grasso).

In questi periodi, lungo le strade del centro cittadino è possibile sentirne il profumo che contribuisce a creare il pittoresco e caratteristico ambiente festivo popolare. Tradizione vuole che il maiale si macelli solo nel periodo compreso fra la festa della Patrona e il martedì grasso. Naturalmente in epoca recente, per motivi commerciali, questa usanza è disattesa, ma dopo Carnevale (specie nel periodo della Quaresima e ancor di più nei mesi caldi) è difficile che vengano prodotte frittole.

Fotovinsparlando.it